Londra Il Grottesco è di casa – Diario di un viaggio tragicomico – 5

…..ecco la rivelazione…

“Beh sì è vero! Sono andato via con un’altra ragazza! Ti ho messo le corna perché così se tu a Londra mi tradisci con un altro, almeno siamo pari!” conclude lui con una calma incomprensibile, come se fosse il ragionamento più razionale del mondo.
Questo sì che si chiama giocare d’anticipo!!
Sono rimasta a bocca aperta a guardarlo, completamente stupita. In pochi istanti mi sono vista proiettata in un ipotetico futuro matrimonio con lui che magari mi dice: “Beh sì, ho fatto un figlio con un’altra! Perché così se per caso tu mi tradisci e rimani incinta di un altro, almeno siamo pari!”.
Ma come ho fatto a rimanere insieme tanto tempo con una persona senza capire assolutamente niente di lui? Non può essersi rivelato solo all’ultimo momento. Sicuramente c’erano stati dei segnali che io non avevo colto. Anzi, che non avevo volutocogliere.
Di colpo mi sono sentita davvero molto stupida, e allo stesso tempo triste perché avevo capito (finalmente) che la nostra storia finiva in quel momento.
Le ultime parole sono le mie: “Bene, a questo punto penso che non ci vedremo al mio rientro”. Il mio tono è calmo e rassegnato. Non c’è nemmeno una traccia di rabbia nella mia voce. E’ normale? Non lo so proprio, so solo che la sorpresa delle sue parole mi ha bloccato. Come se si fosse alzato un muro di difesa che non lascia passare la minima emozione.
Ormai sono sfinita e non ho neppure la voglia di stare lì, davanti a lui, a litigare. Voglio solo andare a casa per non averlo più davanti agli occhi.
Sinceramente non ricordo se lui ha risposto o se si è semplicemente voltato per andarsene.
Per me è tutto finito con la mia frase conclusiva. Come se avessi fatto spazio sulla scrivania con il braccio per spostare e far cadere tutti gli oggetti posti davanti a me. Basta, fine.
Non mi sento sollevata, ma neanche distrutta.
Considerando che a vent’anni tutte le emozioni si vivono in modo molto intenso (esaltazione o depressione – non ci sono le vie di mezzo), l’ho presa abbastanza bene (infatti incredibilmente siamo tuttora amici).
Svuotata da ogni emozione, con lo sguardo perso nel vuoto in una apparente apatia, mi avvio verso casa.
Cammino senza rendermene conto, immersa nei pensieri di quello che è appena successo. Come se non stesse succedendo davvero a me.
Sono quasi incredula. Probabilmente mi serve tempo per elaborare la cosa, per arrabbiarmi, per piangere e per dimenticare.
Ma è come se avessi saltato le prime due fasi e stessi già dimenticando. Nella mia mente capisco che non sia del tutto normale, tuttavia decido di accantonare tutto.
“Mah…vedremo…per il momento pensiamo a chiudere la valigia e a partire per Londra” dico tra me e me, completamente ignara di ciò che stava per accaderci.
Se mi avessero detto cosa ci aspettava, non saremmo senz’altro partite. Avrei risparmiato in pastiglie anti-gastrite…ma… il lato negativo è che non avrei avuto una storia grottesca ed esilarante da raccontare!

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